VillacidroNew.It


Vai ai contenuti

Salvatorangelo Spano

Personaggi

Intervista a signora Marisa Lazzaro,
moglie di Salvatorangelo Spano.



1) Lei ha vissuto con una persona che a Villacidro contava. Ci parli della vita di moglie di Salvator Angelo Spano.
Siamo stati sposati per 46 anni più 2 di fidanzamento. So soltanto che la cosa che più mi ha colpito, arrivando a Villacidro, è stato vedere quanto la gente – specie gli anziani d’allora – amasse mio marito e quanto lui ricambiasse questo amore. Mio marito, invece, contava molto per me. Ma non per le cariche, ma per motivi più validi, e perché tra noi si era creata una comunione di ideali di quelli che durano una vita.
Non avrei mai voluto sposare un politico, dopo l’esperienza vissuta con mio padre – uomo politico anch’esso – perché sapevo che non è facile fare la moglie di un uomo che vuole donarsi totalmente alla sua gente. Ma soprattutto non è facile fare la moglie di un cristiano impegnato, se non si condividono gli stessi ideali.
Noi siamo stati bene insieme, ma il merito non è mio… Qualcuno, lassù ci ha molto amato…

2) Come vi siete conosciuti?
Ci siamo conosciuti per merito di un convegno che si teneva a Reggio Calabria il cui tema era: “Per l’industrializzazione del Mezzogiorno”: mio marito rappresentava il Consiglio Regionale sardo insieme ad altri colleghi e funzionari, e anch’io ero presente perché mio padre partecipava al convegno in rappresentanza della Provincia di Reggio Calabria.
L’ultimo giorno i familiari erano invitati a “fare gli onori di casa” agli ospiti convegnisti i quali – in programma – avevano la visita di alcune piccole e povere industrie locali, e alcuni altri itinerari turistici. Il primo incontro è avvenuto a Locri, una cittadina ricca di testimonianze dell’antica Grecia, ma che oggi fa parlare molto di sé per la deleteria opera della mafia.
L’unica cosa positiva di quel convegno – diceva mio marito scherzosamente – è stato il nostro matrimonio!

3) Ricorda qualche aneddoto curioso?
Ne racconto uno avvenuto nei primi anni di vita insieme.
Erano venuti a casa degli amici per chiedere un favore, e mio marito, molto schiettamente disse loro che non poteva far nulla.
Ci sono rimasti male loro, e ci sono rimasta male anch’io! Avrei voluto che mio marito dicesse loro parole di speranza, e ricordo che glielo rinfacciai.
Con la semplicità di cui solo lui era capace mi spiegò il motivo per il quale non c’era nulla da fare, e che dargli speranza significava ingannarli. E io, ancora… “Ma siamo in periodo elettorale! Non ti votano! Su, un po’ di furbizia…” E lui: “Comincerò a fare il furbo con te!”
Compresi la lezione. E a distanza di tanti anni, rivedo la mia vita trascorsa accanto ad una persona di grande rettitudine ed autentica vita cristiana. E questo stile di vita mi ha consentito di vivere un’esistenza serena, che è propria di chi vive nella Verità e nell’amore di Dio.

4) Che ruolo ha avuto la fede religiosa, nella vostra vita?
Molta! Diciamo che quel Dio che ognuno di noi due aveva già dentro di sé si è voluto interessare un po’ di più dei… fatti nostri!
E per come sono andate le cose, non potevamo non concludere che quanto è accaduto tra di noi è stato opera Sua.
Ci ha aiutati a conoscerci e a prendere decisioni importanti, come importante è un matrimonio.
Diciamo quindi che l’intesa più bella e importante è stata quella spirituale. Tutte le altre, Dio, ce le ha fatte vivere, accettare e godere cristianamente.
Il nostro Dio è il Dio della Gioia, che vuole sempre il nostro bene. E anche quando si affacciano le prove più dure – alle quali nessuno si può sottrarre – è sempre più facile superarle, se sai su chi puoi contare.
Tempo fa, mio marito, scrisse un libro, “Cercando l’Amico” (Ed. Ancilla), e quando parlava di questo Amico diceva che “solo Lui non tradisce mai”.


5) Ha lasciato opere incompiute o inedite?
In effetti ci sono opere già pronte per la pubblicazione, altre incompiute, e altre ancora, specie quelle in lingua sardo-campidanese, da rivedere alla luce del nuovo stile ortografico elaborato in seguito ai numerosi confronti avuti da mio marito con il Prof. Tanda dell’Università di Sassari. C’è da dire che – specie per l’editoria in lingua sarda – ci sono parecchie difficoltà a reperire case editrici interessate alla pubblicazione. Ma non disperiamo.

Come ogni anno il 2 novembre, nel cimitero di Villacidro, è stata ricordata la figura del nostro concittadino Salvatorangelo Spano illustre uomo politico, già consigliere comunale, consigliere regionale e presidente della Regione Sardegna.
Alla commemorazione oltre a una folta schiera di parenti, amici e cittadini era presenta il sindaco, il vicesindaco, alcuni assessori del Comune di Villacidro e l'assessore regionale alla cultura onorevole Baire. L'assessore Baire, il sindaco di Villacidro e il Giovanni Spano hanno ricordato la figura dell'illustre concittadino.
Dopo la cerimonia in cimitere ci si è trasferiti in comune dove si è approffitato della presenza dell' assessore regionale per intitolare l'aula consiliare a Salvatorangelo Spano.
Già la precedente giunta comunale aveva deliberato di intitolare l'aula al al nostro concittadino ma fino ad oggi, per vari motivi, non era stato possibile concrettizzare la delibera con una celebrazione formale.





RICORDO DI UN AMICO: SALVATORANGELO SPANO
di Ignazio Fanni - 2 novembre 2009
Siamo qui per ricordare un nostro concittadino, un nostro illustre concittadino Salvatorangelo Spano.
Politico di rango, consigliere comunale, presidente della Regione Sardegna ed altro.
Io però lo voglio ricordarlo come un amico, una persona che ha frequentato la mia abitazione sin da quando ero bambino ossia da quando ho ricordi anche se un po' sfuocati della mia infanzia.
Ricordo gli anni delle dure lotte sindacali alla miniera di Montevecchio quando egli con la CISL assunse un atteggiamento più conciliante riuscendo comunque a strappare condizioni più vantaggiose per i lavoratori.
Ricordo le riunioni nel salotto di casa nostra dove si elaboravano le strategie politiche di quegli anni e Salvatorangelo era sempre presente insieme con gli altri esponenti della D.C. Nel divano sedevano sempre mio padre, Salvatorangelo e Paolino Collu. Nessuno faceva caso che io nel mio scannixeddu sedevo in un angolo del salotto.
Ricordo Salvatorangelo durante i comizi e i contradditori con la parte politica avversa, quando gli oratori arringavano i cittadini dalla ringhiera di Piazza Municipio e i la folla accorsa da tutte le parti del paese riempiva tutta la piazza Frontera e straripava in via Roma e sino alla piazza XX settembre.
Ricordo anche che a un certo punto tra mio padre e Salvatorangelo si crearono degli screzi su come risolvere alcuni problemi.
Ma ricordo soprattutto il momento della riconciliazione quando Salvatorangelo venne a casa nostra e i due si chiesero scusa reciprocamente e si abbracciarono davanti a una piccola folla di amici comuni. Ed è con il ricordo di quest'abbraccio che voglio terminare queste poche parole sull'amico Salvatorangelo Spano.


Home Page | Chi Siamo | La Storia | Monumenti | Tradizioni | Villacidro racconta | Personaggi | Gallery | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu