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Tradizioni
San Sisinnio e il culto in Villacidro.(Sagra di San Sisinnio)
Nel Martirologio Romano sono registrati diversi Santi col nome di "Sisinnio". Fra essi sono due sardi: uno diacono; l'altro (il nostro) di certo predicatore della divina parola, ma non si sa di certo se fosse anche diacono. Il nostro S. Sisinnio Martire probabilmente era nato a Villacidro, o meglio nei dintorni, forse nel paese distrutto di Leni, dove facilmente stava una colonia Greca: oggi unica memoria è il torrente Leni, che scorre ai piedi della collina di S. Sisinnio. "Sisinnio" in dialetto campidanese è quasi traduzione di "Cigno". Questo uccello ha voce molto bella e muore cantando: così fu rassomigliato il giovane predicatore, morto gloriosamente. Mons. Pilo, nel discorso che fece prendendo possesso della Parrocchia di Villacidro (che passò dalla Diocesi di Cagliari alla Diocesi di Ales nel 1767), volendo inculcare la devozione a questo Santo, lo indicava ai Villacidresi come "nostro concittadino".
Il corpo di S. Sisinnio fu rinvenuto il 17 luglio del 1615 presso la tomba di Santa Restituta, nella chiesa sotterranea di S. Lussorio, la quale esisteva sotto l'attuale chiesa di S. Lucifero in Cagliari. Era allora Arcivescovo di Cagliari Mons. Desquivel e Vicario Generale Can. Francesco Martis. Di tutto si trovano notizie nell'Archivio Capitolare di Cagliari e nella Biblioteca Universitaria. Col corpo di S. Sisinnio si trovò questa epigrafe: "Hic jacet B. M. S. Sisini. Biscit annos plus minus LXII. Cicuebit in pace sul Kl Maias in d+III 185". Perciò si può concludere che il Martire S. Sisinnio morì negli ultimi giorni di Aprile dell'anno 185, al tempo di Lucio Commodo figlio di Marco Aurelio, in età di circa 62 anni. Le reliquie si trovano nel santuario sotterraneo del Duomo di Cagliari, nella cappella centrale, a sinistra dell'altare della Vergine dei Martiri.
La Parrocchia di Villacidro (S. Barbara) ha una Reliquia (costola). Pars Magna della festa di S. Sisinnio (che si celebra ogni anno il sabato precedente la prima domenica di Agosto), è il trasporto professionale della medesima Reliquia il venerdì sera, dalla Parrocchia alla Chiesa Campestre: Cavalleria, anche il Sacerdote in cotta e stola a cavallo scortato dai carabinieri e dal Capitano della Cavalleria. E siccome la tradizione popolare dice che anticamente si disputassero la Reliquia i fedeli di Serramanna e quelli di Villacidro, il Capitano della Cavalleria, allo sbocco di una stradetta che si congiungerebbe con la strada di Serramanna, si ferma con la sciabola sguainata fino al passaggio della Reliquia, quasi per difenderla da ogni eventuale assalto. Festa il sabato (anticamente con grande baldoria e con intervento del Sindaco e del Consiglio Comunale); anche funzione religiose con predica, ecc.; gara di tiro al gallo, gare poetiche; fino alla Domenica mattina, con la messa prestissimo. Poi sosta, fino alla sera, per il ritorno della Reliquia in Parrocchia, con le stesse modalità. Il lunedì festa popolare nei dintorni della Parrocchia con funzioni religiose, fuochi artificiali, ecc.
La Sagra di Sant'Isidoro.
Si celebra da tempo immemorabile a Villacidro, ha sempre rappresentato un'occasione di festa per gli agricoltori e i lavoratori dei campi in genere, come a impetrare la protezione sulle colture agricole delle improvvise e rovinose tempeste del mese di maggio: la gente dei campi ha sempre sentito molto vicino Sant'Isidoro come un Santo che in campagna è di casa.
La sagra ha avuto sempre come suo punto di riferimento la chiesa di Sant'Antonio, prima succursale e poi divenuta parrocchia anch'essa negli anni Cinquanta.
La figura di sant'Isidoro era molto amata in passato, come lo è anche oggi, perché gli agricoltori e i lavoratori dei campi lo sentivano e lo sentono come uno di loro, ed erano suggestionati dall'esempio di laboriosità del santo impegnato come loro nella dura fatica dei campi, ma sempre unito a Dio con la preghiera.
La sua preghiera principale consisteva nell'offrire a Dio con gioia il suo lavoro e il suo sudore, ma era talmente grande la sua pietà che spesso, raccontano i suoi biografi, cadeva in estasi nella sua contemplazione e allora, secondo la leggenda, gli Angeli intervenivano per compiere il suo lavoro, che veniva involontariamente interrotto, per cui, quando tornava nei suoi sensi, poteva riprendere senza aver nulla al suo padrone, in quanto il campo risultava lavorato per il tanto previsto dalla giornata.
Con gli anni sessanta, man mano che sono state introdotte le macchine agricole, e con la progressiva scomparsa dei buoi, la processione ha avuto una sua inevitabile evoluzione per cui la sfilata degli animali è stata sostituita dalla sfilata dei trattori, con un impegno e una devozione non inferiore al passato: in questa sfilata, uomini, donne, giovani e meno giovani si danno da fare per addobbare al meglio le loro macchine caricandole di allegre comitive inserite, come nelle "traccas" in ambienti domestici e rustici ricostruiti artificialmente.
Si tratta di una processione che si svolge con un ritmo e uno stile nuovo, rispetto al passato, ma non per questo la devozione è minore e viva la partecipazione dei villacidresi.
E con l'occasione di sant'Isidoro negli ultimi anni si è aggiunta in contemporanea la sagra delle ciliegie che offre una mostramercato dei prodotti artigianali della citadina
La manifestazione porta a Villacidro molti visitatori "golosi", attratti dalla sagra delle ciliegie che si svolge nella località montana di Villascema; la sagra, rinomata da tempo in tutta l'isola, rappresenta un importante appuntamento per i produttori locali di questo delizioso frutto.
Processione di sant'Efisio
Un altra tradizione di Villaciro è la processione di Sant'Efisio che si svolge nei giorni seguenti a quella piu famosa di Cagliari.
Nel 1656, dopo la terribile ondata di peste che sconvolse la città di Cagliari, la cerimonia in onore del santo assunse i fasti che a tutt'oggi si possono osservare. Dopo la peste i consiglieri cagliaritani legarono la città al voto perpetuo di celebrare annualmente sant'Efisio per ringraziarlo della salute ritrovata, e fu scelto il mese di maggio proprio perché simbolo di rigenerazione della natura.
La tradizione in seguito si estese anche a Villacidro,la sequenza di foto e filmati ,riguardano la processione del 02/05/2010.