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Sa Spendula
sa Spendula significa semplicemente “La Cascata”: non è mai servito un ulteriore nome per caratterizzarla o definirla. Rappresenta il monumento naturale che più caratterizza Villacidro. Conosciuta in tutta la Sardegna e da sempre gradita meta per chiunque giunga, in un modo o in un altro, nella cittadina, Sa Spendula è un maestoso salto del torrente Coxinas che ha le sue sorgenti nell’altopiano omonimo, a circa 700 m. s.l.m. Il rio scende verso il Campidano lungo una gola stretta e profonda formatasi tra il monte Omo e il Monte Margiani e a un certo punto precipita con tre salti l’ultimo dei quali, di circa 30 metri. Immersa in uno scenario fantastico di rocce granitiche tra le selvagge montagne che le fanno da corona, questa cascata ha ricevuto nel tempo l’omaggio di viaggiatori e turisti d’eccezione, tra i quali Gabriele D’Annunzio che nel 1882, in occasione di una sua visita a Villacidro, in compagnia di Cesare Pascarella ed Edoardo Scarfoglio, le dedicò un sonetto che aumentò ulteriormente il prestigio di questa bellezza naturale.
Di lato "Sa Spendula"
Sotto "Sa Spenduledda"
Sa Spendula
Dense di celidonie e di spineti
le rocce mi si drizzano davanti
come uno strano popolo d'atleti
pietrificato per virtù d'incanti.
Sotto fremono al vento ampi mirteti
selvaggi e gli oleandri fluttuanti,
verde plebe di nani; giù pei greti
van l'acque della Spendula croscianti.
Sopra, il ciel grigio, eguale. A l'umidore
della pioggia un acredine di effluvi
aspra esalano i timi e le mortelle.
Ne la conca verdissima il pastore
come fauno di bronzo, su 'l calcare,
guarda immobile, avvolto in una pelle.
G.D'Annunzio, 1882