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Le Origini

La Storia

Origine nome villacidro

Il toponimo è composto da "villa" e "cedro" dal latino "cedrus", cedro. Il centro medievale, denominato Villaxidro, appartenne alla curatoria di Gippi nel Regno giudicale di Calari e nel 1300 divenne possedimento oltremarino della Repubblica comunale di Pisa. Dal 1324 entrò a far parte dei territori catalano - aragonesi del Regno di Sardegna e fu concesso in feudo "more Italiae" a Bernardo Cespujades. Come le altre ville infeudate della Sardegna il primo embrione del municipio di Vlllacidro sorse nel 1771 quando nell'isola furono istituiti i Consigli Comunitativi, prima forma di rappresentanza municipale. Con R. E. del 4 maggio del 1807 divenne la prima di 15 sedi prefettizie con giurisdizione su 43 comuni. La villa fu riscattata ai Bou - Crespi il 18 marzo 1840. Nel 1848 con la promulgazione della L. n. 295, in seguito alla fusione dei territori insulari del Regno di Sardegna con quelli peninsulari, per i quali con R. D. del 7 ottobre 1848 era stata decretata la riforma della legge comunale e provinciale, Villacidro fu riconosciuto ente autonomo. La successiva Legge Rattazzi del 23 ottobre 1859 diede un nuovo assetto territoriale al Regno e nel 1865 l'ente assunse la struttura politico amministrativa propria del comune moderno. Il Comune di Villacidro faceva parte del territorio della Provincia di Cagliari ma, con l'istituzione nel 2001 della nuova Provincia del Medio Campidano, voluta dalla Regione Autonoma della Sardegna, L. R. n. 9, e divenuta operativa nel maggio del 2005, è entrato a far parte del territorio della nuova provincia

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Villacidro, la cui nascita risale probabilmente al II secolo d.C. si adagia sulle ultime propaggini sud-orientali del complesso del monte Linas, che la proteggono dai venti freddi del nord.
Questa felice disposizione geografica del territorio e la grande abbondanza d'acqua delle numerose valli che lo solcano , per perdersi poi nell'uniformità della pianura, attirò, fin dai tempi della preistoria, insediamenti umani di una certa consistenza.

La presenza dell'uomo del Neolitico e dell'età del rame è documentata in molti siti: piccole comunità si insediarono in tutta la circostante zona di Seddanus, a Cannamenda, a Seddus (S'ena 'e Seddus, cioè la vena di Seddus) e lungo tutto il corso del rio Villascema e del rio Leni, dove sono state rinvenute numerose stazioni di lavorazione dell'ossidiana.
La presenza umana si consolidò nell'età nuragica. Si hanno importanti testimonianze nel villaggio di Cottega e nei nuraghi di Narti, Nuraxi, Cuccur'e crabas, Cuccuru muntoni e Genna uraxi.

Anche in età romana il territorio di Villacidro fu popolato intensamente, ne sono testimonianza le tombe scoperte nella II metà dell'Ottocento a Seddanus, Ruinas, Is guardias, Villascema, S'aqua cotta, Sabodduse e la necropoli, mentre a Nuraxi e a Bangiu si possono ammirare i ruderi di due terme romane.

Probabilmente Villacidro sorse intorno a una villa, dimora di qualche "potente" attratto dalla fertilità del suolo, dall'abbondanza delle acque, dalla maestosità dei boschi.

Villacidro, la "villa citra", la villa di qua dal fiume, crebbe gradatamente e si contrappose a Leni, il centro abitato più antico.
Inizialmente il paese venne chiamato, "Xedri de Leni", come risulta da alcuni documenti del 1322, mentre nel 1328, prese il nome di "Villacidro de Leeni", probabilmente per indicare la dipendenza del centro dal villaggio più importante, Leni.


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